Zlatan Ibrahimovic


Chi vive la fatica sa come offusca, chi sbatte nelle delusioni sa come stronca anime in piena.
Ma a Zlatan non interessa.
All’essere mangiato non preferisce mangiare, vuole sbranare.
Un ragazzo una spanna sopra gli altri, un lottatore nato, capace di captare ogni prospettiva di miglioramento in ogni difficoltà.

Una storia fatta di voglia e carparbietà, di km percorsi a correre per arrivare all’allenamento, di bici rubate per tornare a casa la sera.
Una vita dedicata al sacrificio, al volersi migliorare, al poter dimostrare che se puoi volerlo, devi ottenerlo.

Un ragazzo partito dal ghetto, passato per Malmö, ed arrivato in Olanda, all’Ajax.
Ed è proprio all’Ajax che, dopo qualche mese difficile, riesce a far intravedere le sue prime giocate da campione.
Giocate che lo avvicineranno prima a Mino Raiola, successivamente alla Juventus.

A 23 anni c’è il grande salto.
L’approdo del ragazzo di Rosengard in una squadra di veri campioni.
La Juve capitanata da Fabio Capello.
L’allenatore che gli cambierà la carriera, elevandone le qualità e lo status (celebre il paragone con Van Basten), dandogli una maglia da titolare a discapito dell’allora stella indiscussa del calcio mondiale Alessandro Del Piero.
Ma avrà ragione lui…al termine della sua prima stagione in Italia arriverà il primo scudetto per Zlatan, da protagonista assoluto, con 16 reti.

Da qui una carriera incredibile, piena di trofei, stracolma di gol.
Dagli otto campionati di fila, al titolo di capocannoniere con entrambe le squadre di Milano.
Dai titoli internazionali con Barcellona e Manchester United, ai quattro campionati di fila con il Paris Saint-Germain.
Dai 12 Guldbollen (Pallone d’oro svedese), alle 62 reti con la Svezia.

565 reti in 945 partite.

Oltre i numeri, leader tecnico ed emotivo, capace di cambiare gli equilibri di una squadra con il suo modo di fare, capace di vincere anche le sfide più difficili, capace di passare da ragazzino del ghetto, ad icona del calcio mondiale.
Icona che ancora oggi, a 39 anni, non smette di stupirci.
Perché per Zlatan ogni obiettivo raggiunto è un punto di partenza.

Christian Ciaburri

Dalla nascita esponente della "qualità sopra la quantità". Nato nel 1998, fratello scarso di Nicholas.

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