Perché Pogba sta andando male?

Paul Pogba in azione

Le carriere dei calciatori moderni non sono più lineari come una volta, anche i campioni vivono momenti di crisi.

Se da un lato vengono a mancare le performance, dall’altro ogni momento diventa della speranza, aspettando freneticamente con ansia il momento del risveglio, del ritorno.

Paul Pogba non è esente da queste dinamiche del calcio moderno. Eppure i presupposti erano altri. Paragonato a Zidane, acquistato per 100 milioni, doveva rialzare da solo il Manchester United e imporsi definitivamente come miglior centrocampista del mondo.

La carriera di Paul al Manchester la sappiamo: alti e bassi a farla da padrone. 

La sua stella ha continuato a brillare anche nei momenti difficili, ma la luce nel 2020 sembra essersi offuscata.

Il perché

Pogba ha iniziato la stagione 19/20 con un infortunio alla caviglia, che l’ha costretto all’operazione e al ritorno in campo il 19 giugno 2020, anche a causa dello stop del campionato.

Al suo ritorno la situazione era molto diversa.

Pogba è stato costantemente posizionato tra i due mediani e il punto di riferimento creativo era già Bruno Fernandes.

La posizione

La carriera del polpo si è sviluppata da mezzala sinistra prettamente offensiva, un ruolo che gli permetteva di liberarlo da tanti compiti difensivi, esaltandone la sua creatività, la capacità di duettare con gli attaccanti e la facilità di calcio.

Certo, ogni giocatore ha un evoluzione e in Pogba è stata in senso difensivistico, è diventato un giocatore più equilibrato e attento.

Pogba è prima apparso come un giocatore esuberante, poi come leader attento, in grado di mettere la squadra prima di se stesso.

Ma la sua crescita mentale non può e non deve coincidere con un cambio di ruolo, perché Pogba resta un giocatore offensivo e non può essere sacrificato per lasciar spazio alla miriade di attaccanti del Manchester, che pur essendo buoni prospetti, sono ad un livello nettamente inferiore rispetto al centrocampista francese.

L’arrivo di Bruno Fernandes

Inoltre, anche l’arrivo di Bruno Fernandes può aver influenzato molto.

Il portoghese ha avuto un impatto fulmineo e fenomenale sulla Premier League, assumendosi la quasi totalità dei compiti creativi della squadra.

Il Manchester ha trovato un nuovo elemento di grande qualità, ma allo stesso tempo ha costretto Pogba (comprato per essere l’uomo creativo), che già era stato indietreggiato, ad un ulteriore lavoro sporco.

I numeri

La crisi del polpo si individua facilmente nei numeri: unendo la stagione 2019/20 e l’inizio di questa attuale, in 26 partite ha prodotto 2 gol e 3 assist.

Gli xG/90 min sono calati dai 0,43 della stagione 2018/19 ai 0,15 del 2019/20, con un ulteriore calo ai 0,05 della stagione attuale.

Scenari futuri 

Pogba sembra essere arrivato ad un momento decisivo della sua carriera, rialzarsi o crollare inesorabilmente. Quasi sicuramente cambierà maglia a fine stagione, probabilmente in direzione Real Madrid o Juventus.

Le incognite sul suo futuro sono tante, la certezza è una: Pogba non può fare questa fine. Perché è uno dei giocatori che più ha dominato in questi anni e perché ha ancora 27 anni. Che qualcuno salvi il polpo Paul e lo riporti dove merita.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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