Lorenzo Pellegrini, l’ultimo dei romani

Il gol di Pellegrini

Lorenzo Pellegrini, l’unico calciatore nato nella capitale in campo questa sera all’Olimpico. Per il centrocampista, da sempre tifoso della Roma, affrontare i rivali della Lazio significa andare in guerra.

Se nasci a Roma, tra le prime scelte che la vita ti mette davanti, c’è quella di scegliere da che parte stare: Lazio o Roma? Già questo fa capire quanta rivalità ci sia dietro questa città e queste due società. Rivalità che si accede a livello estremo con l’arrivo della partita più importante della stagione per i tifosi, il derby.

Per la gente comune, una semplice partita di calcio, ma per Roma no. L’aria cambia, la città si ferma. La tensione tra le due fazioni è palpabile, si percepisce dall’inizio della settimana fino al giorno del verdetto finale.

L’Olimpico in fiamme
Il legame con la Roma

Lorenzo inizia la sua carriera calcistica ad appena 5 anni e mezzo, sotto gli insegnamenti del proprio papà, allora allenatore dell’Italcalcio (una scuola calcio, a cui però potevano iscriversi esclusivamente i figli dei dipendenti della Banca). Dopo due anni sotto la guida del papà, passa ad un’altra scuola calcio, l’Almas, ed è qui che la Roma mette gli occhi su Lorenzo. A sette anni diventa un calciatore giallorosso.

Un legame nato prima della chiamata della società giallorossa, come dichiarato dal padre in un’intervista rilasciata al sito web ilromanista.it: «L’anno dello scudetto, veniva allo stadio con me. Andavamo in Curva Sud, nella parte alta, vicino alla Monte Mario. E la cosa che mi ha sempre impressionato è il modo in cui stava concentrato e silenzioso, seduto dall’inizio alla fine, a vedere la partita. Aveva cinque anni, non è facile: a quell’età i bambini si distraggono facilmente. Ovviamente me lo portavo solo alle partite più tranquille. Di Roma-Parma ricordo solo che uscii alle otto di mattina: quel giorno lo lasciai a casa. Ma per lui il calcio è sempre stato fondamentale: potevi anche regalargli una macchina o un pupazzetto, qualunque cosa la buttava a terra e la prendeva a calci.”

Uno dei primi tesseramenti di Pellegrini
Le giovanili e l’esordio in prima squadra

Un ruolo fondamentale nella carriera del giocatore lo ricopre Vincenzo Montella, all’epoca allenatore dei giovanissimi, che decide di arretrare la posizione di Lorenzo, trasformandolo da centravanti a centrocampista. Attraverso i suoi consigli tattici, Montella dà la possibilità al giovane di iniziare a mettere in mostra tutto il suo talento.

Nel mezzo della crescita, una nota di buio: al ragazzo viene tolta l’idoneità, un’infezione, forse una faringite, lo portano ad avere aritmie cardiache che lo costringono a stare lontano dal campo. Superati i vari problemi, la svolta per il calciatore arriva nel primo anno di primavera, sotto la guida di Alberto De Rossi.

In quella annata Lorenzo si consacra nel vivaio giallorosso; risulta fondamentale sia nella cavalcata che li porta a vincere il girone C del campionato nazionale, sia nella cavalcata in campo europeo, segnando il gol che manda la Roma in semifinale di Youth League.

A pochi giorni dalla rete in Youth League, il 22 marzo 2015 arriva il debutto in prima squadra. Nella trasferta di Cesena, Rudi Garcia, che già in altre occasioni lo aveva portato in panchina, decide di farlo esordire con la maglia della squadra della sua città, a soli 18 anni.​

L’esordio in Serie A di Pellegrini
Il capitolo Sassuolo

Il 30 giugno 2015, il direttore generale del Sassuolo Giovanni Carnevali, comunica di aver prelevato il giovane diciannovenne Lorenzo Pellegrini dalla Roma per 1,25 milioni, lasciando però il diritto di recompra ai giallorossi per le due successive stagioni. Lorenzo dopo 10 anni di giallorosso sbarca in Emilia, in una società perfetta per la crescita dei giovani.

L’inizio è in salita però: Di Francesco lo tiene inizialmente in panchina, il giovane però non demorde, lavora duro e conquista sempre di più la fiducia del tecnico. Fiducia che viene ripagata dal giovane, che, il 6 dicembre 2015, nel match contro la Sampdoria (allenata proprio dal tecnico che gli ha cambiato la vita, Vincenzo Montella) segna il suo primo gol in Serie A.

Conquistata la fiducia dell’allenatore, Pellegrini disputa un gran girone di ritorno, diventando un uomo chiave per i neroverdi, che riescono a conquistare uno storico sesto posto che vale l’Europa. La seconda stagione in neroverde è una vera e propria consacrazione, il giovane ha una crescita esponenziale: gioca 34 partite tra campionato ed Europa League mettendo a segno 8 gol, di cui, il primo in Europa a soli 20 (nella partita contro il contro il Rapid Vienna).

Ritorno a casa

È il giugno del 2017 e la Roma decide di esercitare la clausola di recompra per riportare Pellegrini a casa; il centrocampista firma un contratto di cinque anni e sceglie di indossare la maglia numero 7. L’ emozione è tanta, Lorenzo ha finalmente coronato il suo sogno.

In questi 4 anni il giocatore ha completato la sua crescita diventando il centrocampista completo che tutti conosciamo, collezionando quasi cento presenze con il club e affermandosi sempre di più anche in campo nazionale.

Gli attestati di stima da parte di Totti e De Rossi lasciano intendere quanto grandi siano le aspettative sul giovane centrocampista.

La presentazione di Pellegrini con la Roma
29 Settembre 2018: quando il sogno si avvera

È il 29 settembre 2018, settima giornata di campionato, all’Olimpico va in scena il derby tra Roma e Lazio. Pellegrini parte dalla panchina, al suo posto Di Francesco preferisce “el flaco” Pastore. Inizia la partita e al 37′ la Roma perde proprio l’argentino, vittima dell’ennesimo problema a un polpaccio.

È il momento di Pellegrini, che appena otto minuti dopo il suo ingresso in campo, su un’uscita non perfetta di Strakosha, segna l’1-0 con un colpo di tacco che fa esplodere la sud. Un gol che il ragazzo di Cinecittà non dimenticherà mai, il primo in un derby.

Un sogno che si avvera.

Il gol di tacco nel derby

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