Lo scontro (quasi) finale tra Maradona e Pelè

Maradona e Pelè durante l'intervista

È il 16 agosto 2005, Pelé accetta l’invito in una trasmissione condotta da Diego.
È l’occasione per chiarirsi.

Si nota facilmente la distanza tra i due, tra lo spirito ribelle Maradoniano e la compostezza di Pelé.
Maradona, curvato con la schiena come fosse pronto ad attaccare, lo fissa con uno sguardo da gladiatore, lo stesso occhio con cui incuteva paura a qualsiasi avversario, e con il mento oltre la sagoma del viso.
O Rey è dritto, composto, ma non tantomeno rancoroso.
Dietro la maschera dei suoi modi gentili, si nasconde il sentimento dell’insofferenza verso lo spirito focoso del Diez, una vocina che lo invita ad attaccare.

L’aria è quella dello scontro decisivo.
Ma no, questa volta non sarà così.

Il discorso non continua liscio, ma oggi non è la giornata dello scontro.
Si scampano un paio di polemiche, quando Maradona chiede, con fare strano, del ruolo di Pelé nella FIFA e quando quest’ultimo, capovolgendo l’intervista, chiede delucidazioni ambigue a Diego in merito alla questione del sonnifero nelle borracce del Brasile ai Mondiali 90’.

Successivamente, Maradona sembra trovare un punto in comune, quando chiede all’intervistato: “come gestisci la pressione della gente?”.
La risposta è chiara: “ci sono abituato”.
Da qui possiamo ricavare due immagini diverse.
Diego si mostra, nuovamente, come un personaggio che vive di spinte, è un romantico, ha sbalzi di gloria, ma anche angosce che lo lacerano.
Vuole essere un eroe, ma non è in grado di sopportare quotidianamente tutta questa pressione.
Vuole essere diverso dagli altri, ma anche un uomo normale.
Questo è l’unicum di Maradona, un uomo che, in tutte le sue contraddizioni, è sempre stato più intenso degli altri.
Pelé ne esce diversamente.
O Rey è nato per questa vita, è una macchina perfetta, sa fare buon viso a cattivo gioco.
Un individuo sicuro che sa sempre cosa fare, uno che riesce ad anteporre il cervello al cuore, uno certamente privo di quelle tendenze autodistruttrici di Maradona.
Simili nelle esperienze, opposti nei principi.

L’intervista finirà con ciò che a noi piace di più: dei palleggi di testa di una sensibilità unica.
Non sarà l’ultimo episodio di astio, ma questo incontro è l’episodio più clamoroso di un’epopea che ha segnato generazioni di appassionati.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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