L’eternità dell’erba inglese

wimbledon

Verde, viola, bianco. La maggior parte delle persone che legge casualmente questi tre colori può pensare, magari, alla bandiera di qualche nazione meno conosciuta.
Chi segue il tennis, però, non può non pensare al torneo che più di tutti caratterizza questo sport. Parliamo ovviamente dei Championships; Wimbledon, com’è più conosciuto in Italia.
Il verde dell’erba sempre perfettamente curata, il viola dei fiori che circondano tutti i campi dell’antico All England Club, e il bianco (tassativamente, storicamente, bianco!) con cui tutti i giocatori sono “obbligati” a scendere in campo durante le partite.

LE ORIGINI E I RE DI WIMBLEDON

Wimbledon si gioca a Londra, nell’omonimo quartiere, dal 1877, a cavallo tra la fine di giugno e l’inizio di luglio di ogni anno. Oltre ad essere il più antico e conosciuto torneo di tennis, è l’unico dei quattro tornei maggiori, chiamati “Grandi Slam”, che si gioca su erba.
Roger Federer (considerato da molti il più grande che abbia mai calcato questi campi), è il tennista che a in terra anglosassone ha conquistato più trofei di tutti, ben otto, grazie al titolo ottenuto nel 2017 con cui ha staccato Sampras e Renshaw.
In campo femminile è Martina Navratilova la regina dei Championships, con addirittura nove vittorie.

CURIOSITA’, TRADIZIONI E REGOLE

Una delle tante curiosità legate al mondo del torneo inglese, è che sui famosi campi verdi si è giocata la partita più lunga della storia del tennis.
Sul campo 18 il 22 Giugno 2010 si trovano contro il francese Mahut e l’americano Isner. Usciranno dal campo, a partita finita, addirittura due giorni dopo, il 24 Giugno, al netto di 11 ore e 5 minuti di gioco.

Questo a sottolineare come su questi campi può succedere davvero di tutto.

Il match infinito tra Mahut e Isner

Ma il torneo è caratteristico anche per le sue ferree regole, in pieno stile britannico, ma soprattutto per lo spirito totalmente tradizionalista.
Abbiamo accennato al fatto che i giocatori possono scendere in campo solo se vestiti completamente di bianco, per evitare di andare incontro a sanzioni o multe salatissime. Ma non solo i giocatori devono stare attenti a cosa indossano: anche il pubblico di Wimbledon deve rispettare un determinato codice di abbigliamento, anche per rispetto nei confronti dei Reali Inglesi che spesso e volentieri popolano le tribune d’onore dei vari campi.


Altro aspetto che non passa sicuramente inosservato è la completa assenza di ogni sorta di cartellone pubblicitario o sponsor all’interno di tutto il circolo.
Maniacale, infine, è l’attenzione che viene data al manto erboso, fondamentale ai fini del gioco e curato da una squadra di giardinieri incaricati tutto l’anno.

IL SENSO DI ETERNITA’

Ci sono tantissime altre curiosità, tantissimi altri aspetti che lo rendono uno degli eventi più belli della storia dello sport, da sempre.
Perchè Wimbledon non è solo un torneo. Sarebbe troppo banale e irrispettoso etichettarla come una semplice tappa del Tour tennistico annuale.

Wimbledon è storia. Wimbledon è tradizione. Wimbledon è un qualcosa di sacro.
E le cose sacre, fortunatamente, ci accompagneranno per sempre.

Niko Cassella

Grande appassionato di sport e calcio in tutte le sue sfumature. Classe '98

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