L’armeno che ha conquistato la Serie A

Duttile, disponibile, esagerato. Queste le caratteristiche che hanno permesso all’armeno di conquistare la Serie A e non solo. Giocatore sensazionale, capace di abbassarsi ai suoi compagni nella quotidianità, per poi salire in cattedra nei momenti decisivi.

Troppo spesso tormentato da noie muscolari, obbligato a stare lontano dal campo, troppo spesso costretto a non poter dare continuità alla sue prestazioni.

Esploso in Ucraina, anche se detto così può suonare male. La sua prima esperienza internazionale è quella allo Shakthar Donetsk, in cui riesce a far sbocciare il suo talento, tanto da attirare le attenzioni di diversi top club.

Le 25 reti in 29 partite nel campionato ucraino lo portano per forza di cose ad una squadra con ambizioni diverse.  Inizia così la sua parentesi stellare al Borussia Dortmund, in cui mette in lustro tutta la sua classe. 

Incanta e fa incantare. E questo lo certificano le 41 reti e i 49 assist in 140 presenze totali, numeri che gli permettono di elevarsi a fuoriclasse assoluto.

Tecnicamente indiscutibile, capace di accendere partite con lampi di genio. Giocatore moderno, capace di capire quando muoversi armonicamente alla squadra e quando uscire dalla tattica per dare vita alla fantasia, alla magia, a quello che contraddistingue i ‘buoni giocatori’ dai fuoriclasse. 

Ma la capacità migliore di Mkhitaryan non è tecnica, è caratteriale. In un calcio che vive di protagonismo, in cui anche i giovani alle prime armi tendono ad ostentare, lui si contraddistingue; ed è proprio questo suo contraddistinguersi che ci fa innamorare di lui, che ci fa vedere il calcio e i calciatori meno innalzati a divinità e più vicini alla nostra normalità.

Un calciatore, come pochi al giorno d’oggi, che con i suoi numeri preferisce far parlare il campo e non i giornalisti. Un giocatore vecchio stampo, che nonostante attualmente sia il miglior centrocampista europeo per rendimento, avendo preso parte a 12 gol (7 reti e 5 assist), preferisce la sua normalità ai riflettori fuori dal campo.

Una filosofia che lo ha reso prima uomo e poi calciatore. Un modo di fare che lo ha portato a diventare il calciatore armeno più rappresentativo di sempre.

Questo è Mkhitaryan, un simbolo ed una bandiera per il suo popolo, un’icona, non solo calcistica, per tutta la sua nazione, un fuoriclasse per tutti gli appassionati di questo sport.

Christian Ciaburri

Dalla nascita esponente della "qualità sopra la quantità". Nato nel 1998, fratello scarso di Nicholas.

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