La nuova specialità di Caicedo

La nuova specialità di Caicedo

Il 2 agosto 2017 Caicedo approda alla Lazio per 2,5 milioni, verosimilmente come panchinaro di Immobile.
Nessuno mai si sarebbe aspettata quest’importanza.

La prima stagione si rivela deludente, la sua potenza non signfica opportunismo, 3 gol e 1 assist non bastano.
Poi una progressiva crescita negli anni, concomitante con quella della Lazio.

Caicedo è cresciuto mentalmente, come capita a molti giocatori che arrivano dall’estero in Serie A.
È passato dall’essere il solito inconcludente a pungere e sentenziare come mai nessuno, trasformando un caso raro in una ricorrenza domenicale, come la messa, il pranzo e le lasagne.
Se zona rossa, gialla e arancione in questi mesi hanno causato fraintendimenti, ci ha pensato la zona Caicedo ad accordare tutti.
Caicedo ci insegna come ogni etichetta sia sbagliata e come nel calcio moderno bisogna sempre evolversi.

Ha dato quel tocco magico ad una squadra già fenomenale, ha capovolto partite che pesano.
Nel tempo anche la sua tecnica è cresciuta: la sensibilità del suo piede è migliorata, l’utilizzo del corpo è diventato di alto livello, le scelte anche.
Sembra quasi che l’esuberanza fisica e la qualità delle sue giocate siano inversamente proporzionali: al diminuire della potenza è corrisposto un miglioramento delle qualità delle sue giocate.

In questo senso, Caicedo da inizio stagione sembra essersi specializzato in una giocata: stop, giro e tiro a gonfiare la rete.
Se abbiamo parlato di “Zona Caicedo”, definire il “gol alla Caicedo” non è altrettanto sbagliato.
Esempi validi il gol alla Juventus e al Verona.

Con la Juventus riceve un pallone innocuo a centro area, è chiuso, ma ha il tocco di genio.
Uncina il pallone, si gira su se stesso ad una velocità supersonica e spara una fucilata di collo destro nell’angolino.

Se quello con la Juventus è risultato più decisivo, quello col Verona ancora più bello e complicato.
Caicedo riceve un pallone rimbalzante dalla fascia destra, che stoppa adeguatamente in funzione della girata.
La preparazione è buona, ma la conclusione di livello superiore: il 20 della Lazio cade all’indietro, pur non perdendo la coordinazione, e colpisce perfettamente il pallone di controbalzo.
Il pallone parte dritto, non si alza e non si abbassa, sembra non subire la forza di gravità e si scaglia nell’angolino, ancora una volta migliore amico di Caicedo.

Questa storia ci fornisce una morale: non è mai troppo tardi per migliorarsi e ogni limite può essere superato.
Che Caicedo sia d’insegnamento a tutti.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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1 commento

  1. […] ci siamo già passati con altri giocatori, mi viene in mente il primo anno di Luis Alberto o di Caicedo”. Ciò a conferma della necessità di tempo per inserire i nuovi, ad eccezione di Pepe Reina, […]

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