Il volley italiano giganteggia in Europa

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La CEV Champions League è la massima competizione Europea nel mondo della pallavolo. La struttura del torneo è praticamente uguale alla Champions del calcio: gironi all’italiana formati da quattro squadre, gare di andata e ritorno, con le prime due classificate che passano al turno successivo.
Se vogliamo essere precisi, però, questa era la struttura della Champions League fino a quando il Covid-19 non si è inserito, di prepotenza, nelle nostre vite.
Anche nella pallavolo, la pandemia ha cambiato tutto.

Il format classico è stato sostituito da uno più congeniale a questi tempi, con
meno spostamenti e molta più sicurezza. Come per l’NBA lo scorso anno, si è
scelto di adottare il modello ‘bolla’.
Arrivati alla metà della fase a gironi, che riprenderà a breve con i restanti round robin, possiamo dire che nonostante l’assenza di tifosi, nonostante la stanchezza
inevitabile, questo modello sta piacendo e come spesso succede in campo Europeo, alle italiane non sta andando affatto male.

L’impatto del Covid sulla pallavolo
Come funziona il nuovo format

Cinque gironi da quattro squadre. Per ogni girone si giocheranno due round robin in sedi predefinite, durante i quali ogni squadra affronterà le altre tre.
Ciò significa che comunque ogni squadra giocherà sei partite, e comunque affronterà due volte ogni avversaria. Unica differenza, non ci sarà più la perfetta alternanza casa-trasferta.

Al turno successivo avanzano le prime cinque di ogni “pool”, e le tre migliori seconde. Si prosegue quindi con i quarti di finale, la cui formula risulta ancora oggi un mistero; in caso di miglioramento della situazione Covid-19 si giocheranno le sfide con la classica formula andata/ritorno, altrimenti si ricorrerà ad una final eight, come accaduto lo scorso anno per la Champions League del calcio.

I gironi e le italiane impegnate

Sia in campo maschile che in campo femminile abbiamo quattro squadre impegnate: Perugia, Trento, Civitanova e Modena negli uomini; Scandicci, Novara, Conegliano e Busto Arsizio tra le donne.
Da segnalare che in entrambe le competizioni abbiamo un girone con due italiane impegnate (contrariamente a quanto si possa pensare, non è per forza un male). Nella CEV maschile, Perugia e Civitanova sono insieme nella Pool B; Scandicci e Busto Arsizio, in campo femminile, sono state sorteggiate
nella Pool A.

Come stanno andando le italiane

Quando sono stati sorteggiati i gironi, sicuramente nessuna squadra italiana si sarà lamentata più di tanto. E’ vero, le insidie sono sempre dietro l’angolo, in ogni sport. E nessuna partita è scontata, mai.
Ma il sorteggio tutto sommato benevolo, organici forti e (soprattutto) tradizione positiva in Champions possono farci sperare in un en plein che per certi versi sarebbe storico: tutte le italiane ai quarti, sia nel maschile che nel femminile.

Un sogno? Forse. Realisticamente, possiamo guardare a questa prima parte di competizione con un occhio estremamente ottimista e positivo.
Civitanova, Modena e Trentino sono primi e imbattuti nei rispettivi gironi. Perugia è seconda, ma solo perchè la prima posizione è occupata da un’altra squadra italiana, nella stessa pool.

Situazione praticamente analoga nel femminile, con Conegliano (forse una delle squadre più forti della storia della pallavolo femminile mondiale), Novara e Scandicci prime nei loro gironi, tutte e tre imbattute.
Situazione leggermente più complicata per Busto Arsizio, terza a tre punti dalla seconda, ma con tre gare alla fine niente è ancora compromesso, anzi.

Il 26 si ricomincia, e la prima squadra italiana a tornare in campo è anche la favorita per la vittoria del torneo: Conegliano. Nei giorni successivi scenderanno via via in campo tutte le altre, fino all’11 Febbraio, giorno dell’ultima
partita della fase a gironi.
Solo quel giorno potremo sapere con certezza quante squadre saremo riusciti a portare alla fase ad eliminazione diretta.
Non possiamo che essere fiduciosi, perchè come abbiamo già detto prima, in campo europeo, nella pallavolo, ci facciamo sempre rispettare.

Il trofeo più ambito nel mondo del volley
La tradizione (sempre) positiva

La pallavolo, per certi versi inaspettatamente, è uno degli sport che ha portato più titoli all’Italia negli ultimi anni. Guardiamo ad oggi, all’ultimo decennio: in Europa le italiane si sono sempre fatte valere.
Ci temono tutti, letteralmente. Quando c’è il sorteggio, tutti pregano affinchè non gli capiti contro una squadra italiana. E questo non è poco.
Un rispetto del genere si guadagna solo con i fatti, vincendo. E le squadre italiane in Europa stanno vincendo molto frequentemente.
In campo femminile, negli ultimi cinque anni siamo saliti due volte sul gradino più alto d’Europa, tre volte sul secondo e due volte sul terzo. La ciliegina sulla torta è stata sicuramente la finale tutta italiana dell’ultima edizione,
Conegliano-Novara.

Tra i maschi, invece, siamo riusciti a fare ancora meglio: nelle ultime undici edizioni, quattro volte abbiamo guardato tutti dall’alto e otto volte siamo riusciti a finire sul podio.
Sono numeri clamorosi, ai limiti del reale. Nel 2018-2019, addirittura, grazie alla Lube Civitanova e a Novara, ci siamo portati a casa entrambi i titoli.
Un’impresa, vera e propria. Di cui forse non si è parlato abbastanza.

Non sappiamo come andrà a finire quest’anno, è pur sempre un’edizione particolare, non come tutte le altre.
Una cosa è certa: possiamo giocarci le nostre carte, e lo faremo fino all’ultimo.
Perchè è soprattutto vincendo e accumulando successi che la pallavolo potrà prendersi la considerazione che merita.
Quella considerazione che ancora oggi, nonostante i successi, non le viene ancora data.

Niko Cassella

Grande appassionato di sport e calcio in tutte le sue sfumature. Classe '98

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1 commento

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