Tornerà il vero Eriksen?

Eriksen

E’ il 27 Gennaio del 2020 quando Christian Eriksen, arrivando all’aeroporto
di Linate, diventa un nuovo giocatore dell’Inter.
In scadenza a Giugno 2020, la società nerazzurra lo strappa al Tottenham per
27 milioni. La caratura e il valore del giocatore la conosciamo tutti,
ed è proprio per questo motivo che a quella cifra ha tutte le carte in regola per essere un grande affare.
Le aspettative dei tifosi sono altissime, e il sogno di riuscire a scucire lo scudetto dal petto della Juventus a quel punto è più vivo che mai.
Da quel giorno è passato precisamente un anno, e purtroppo, le aspettative
sembrano non essere state rispettate.

La carriera

Classe 1992, Eriksen nasce in Danimarca ma si sviluppa calcisticamente in Olanda, nelle giovanili di una delle squadra che storicamente produce campioni su campioni, l’Ajax.

Approda in prima squadra a soli 17 anni, e in quattro anni con i lancieri
vince tre campionati, una coppa d’Olanda e una Supercoppa d’Olanda.
Nell’estate del 2013 mezza Europa è su di lui: alla fine a spuntarla è il Tottenham,
che si assicura le sue prestazioni per quasi 14 milioni di euro.
Negli Spurs segna 51 gol in 226 presenze in sette anni e mezzo, finchè
l’Inter decide di regalare ad Antonio Conte il gioiello danese.

L’arrivo all’Inter

Come detto, Christian arriva a Milano con delle aspettative altissime: un giocatore che ha sempre fatto la differenza sia in Olanda che in Inghilterra, non può non ripetersi in Italia.
L’unica incognita è legata al ruolo: Conte gioca con un 3-5-2, modulo che ovviamente non presenta il trequartista, posizione più congeniale al danese.

Un problema, se così possiamo definirlo, che non preoccupa più di tanto la maggior parte dei tifosi, perché un giocatore così qualitativo non dovrebbe avere certo problemi nell’adattarsi ad un ruolo non suo al 100%. Altra speranza dei tifosi è che sia Conte ad andargli incontro, magari provando qualche nuovo modulo -esperimento da sempre voluto dai tifosi- che permetta ad Eriksen di esprimersi al meglio.

Esordisce con la maglia dei nerazzurri in Coppa Italia, il giorno dopo il suo arrivo a Milano. La prima partita da titolare in campionato arriva il 2 Febbraio ad Udine, nella vittoria dell’Inter per 2-0. Una settimana dopo, nel Derby della Madonnina, Eriksen entra in campo nel secondo tempo e a pochi minuti dalla fine scheggia la traversa con la sua specialità: il calcio di punizione.
Non si fanno attendere i primi gol con la nuova maglia, che arrivano in Europa League, in trasferta sul campo del Ludogorets e in campionato a San Siro, contro il Brescia.

I primi problemi

I gol che abbiamo appena menzionato, però, sono di fatto quasi gli unici dei primi sei mesi di Eriksen con la maglia dell’Inter.
Quasi, perché nella prima partita post-lockdown, Eriksen segna in semifinale di Coppa Italia, in casa del Napoli, addirittura da calcio d’angolo. L’ultimo interista a riuscirci era stato Alvaro Recoba, 13 anni prima.
Dopo quel gol, tutti si aspettano e, forse sperano, in un cambiamento.
Purtroppo ciò non avviene.

Conte fa fatica ad inserirlo negli schemi già collaudati della squadra
e il cambio del modulo tanto voluto dai tifosi non viene proprio preso in considerazione dall’allenatore pugliese.
Di conseguenza, Eriksen il campo lo vede poco; nonostante si giochi, a causa del Covid, ogni tre giorni, parte nell’undici iniziale solo in rare occasioni.
Eriksen, arrivato per cambiare le sorti dell’Inter ed aumentare la qualità della squadra, è a tutti gli effetti una riserva.
L’Inter chiuderà il campionato in seconda posizione, arrivando anche in finale di Europa League, ma il danese, ovviamente, non può essere contento.

Eriksen
Eriksen e il mister, Antonio Conte
La nuova stagione

La nuova stagione inizia sulla falsariga della precedente. Eriksen è un oggetto misterioso.
Il danese continua a non convincere: è anche difficile provare a farlo, se in media viene impiegato per non più di dieci minuti.
Il minutaggio, a dispetto dell’anno precedente, è addirittura diminuito. Per quattro partite consecutive Eriksen entra solo negli ultimi minuti.

Ma non si può parlare, in questa storia, solo del calciatore. Perché se le sue qualità e la sua tecnica sono indiscutibili, è lecito chiedersi come l’Eriksen “uomo” abbia preso tutta questa situazione.
Adesso possiamo dirlo tranquillamente: Eriksen è anche un grande uomo, un professionista esemplare, che nonostante tutto, non si è mai lamentato. Mai una parola fuori posto, mai una critica. Sempre pronto, sempre a disposizione del mister e della squadra.
Poco importa se per 90 o per 5 minuti, lui c’è.

Con il passare del tempo, è ormai chiaro che a Gennaio Eriksen lascerà Milano per accasarsi altrove. Il Paris Saint Germain di Pochettino (suo allenatore al
Tottenham) è alla finestra.
Anche altre big europee si fanno avanti, ma non arriva nessuna offerta ufficiale.

La svolta

Il 26 Gennaio, a quasi un anno esatto dal primo giorno di Eriksen in Italia, si giocano i quarti di Coppa Italia. E non è una partita qualsiasi, è il Derby di Milano. Eriksen, come da consuetudine, parte in panchina ed entra al minuto 88, sul punteggio di 1-1.
Una partita nervosa, che non si schioda dal risultato di parità. Al settimo minuto di recupero c’è una punizione dal limite per i nerazzurri.
Negli sguardi tra i giocatori in campo sembra esserci una sorta di consenso da parte di tutti affinché quella punizioni la tiri il danese. Brozovic va da lui e gli consegna il pallone più pesante della sua esperienza nerazzurra.

Sotto pressione, con un popolo intero sulle spalle, Eriksen mette a terra il pallone.
Un sospiro, la rincorsa e poi il tiro. Un tiro perfetto, che sembra essere telecomandato, si insacca alle spalle del portiere del Milan che non può nulla. 2-1 per l’Inter, l’ha decisa lui. Christian Eriksen.

Eriksen
L’esultanza dopo il gol su punizione

Non sappiamo se questo gol sarà la svolta per l’avventura di Eriksen a Milano. I tifosi dell’Inter -ma non solo quelli- ovviamente, si augurano di sì.
Sembra sia stato anche tolto dal mercato, chiaro segno che la società vuole puntarci ancora.

Quello che speriamo e che vorremmo, è che a distanza di un anno esatto, con un calcio di punizione, l’avventura di Eriksen all’Inter possa ricominciare.

Niko Cassella

Grande appassionato di sport e calcio in tutte le sue sfumature. Classe '98

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