Il moto perpetuo di Zappa

Gabriele Zappa, classe 99’, dopo le giovanili dell’Inter e un anno di serie cadetta, quest’estate è stato chiamato al salto di categoria con il Cagliari.
Inizialmente è passato come un acquisto di contorno, un possibile titolare, ma soprattutto un giocatore per il futuro.

Il Cagliari ha iniziato un nuovo corso con Di Francesco, ha costruito una squadra in grado di attaccare di più l’ampiezza rispetto alla scorsa stagione.
Il Ds del Cagliari Carta, pochi giorni fa, ha affermato che il nuovo mister aveva richiesto l’acquisto dell’ex Pescara, poiché ideale nella visione della sua squadra.
La previsione era giusta: Zappa è sembrato sentirsi molto a suo agio, con un ingresso molto lineare in Serie A , in cui le sue scorribande non sono mai mancate.
Si è guadagnato il posto, ma non solo, ad oggi è uno dei giocatori fondamentali del Cagliari, giocando 735 minuti, producendo 3 assist (miglior terzino assieme a Biraghi) e sempre in campo nelle ultime quattro giornate, alternato tra terzino destro e centrocampista di destra.

Zappa sembra un’ala di altri tempi, lo ritrovi sempre a ridosso delle punte, la sua corsa é di moto continuo, veloce e felpata, di certo mai scomposta.
É sempre attivo, ma allo stesso tempo mai frenetico, gestisce il suo corpo e la palla in maniera intelligente.
Non genera spazi attraverso dribbling fulminanti da fermo, ma tramite passaggi precisi e forti, seguiti dall’attacco alla profondità per arrivare a crossare o tramite una conduzione in corsa
La sua produzione offensiva é troppo alta per un terzino di difesa a 4 del suo calibro.

Ciò , naturalmente, causa scompensi difensivi.
Il terzino cagliaritano, infatti, è sempre costretto a rincorrere gli attaccanti, a causa dei buchi lasciati.
Inoltre, non ha l’esplosività per prevalere in situazioni di uno contro uno e nei duelli aerei, con soltanto 0,1 vinti a partita.
Alcune sue letture difensive sono però importanti: riesce a pressare bene le linee di passaggio, compiendo 1,4 contrasti e 1,3 intercetti a partita.
Questi suoi numeri , però, denotano anche una tendenza del giocatore ad un ostinazione nell’anticipare, che può portare a situazioni complicate.
Di certo, non è un caso che in situazioni di vantaggio, Di Francesco abbia voluto inserire Faragò come terzino e spostarlo molto spesso come esterno di centrocampo.

Analizzando Zappa, riscontriamo una produzione offensiva grandiosa per un terzino alla prima esperienza in serie A, ma tanti sono i limiti difensivi.
Riuscirà a migliorare la fase difensiva, pur mantenendo la sua incisività? Può diventare un profilo da top club?
Intanto noi ci godiamo la ventata di aria fresca che ha portato.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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