IL (MIO) MICHAEL

F1

A 7 anni dalla rovinosa caduta sugli sci tante, troppe, ombre avvolgono la figura di Michael Schumacher: tra indiscrezioni mai confermate, notizie frammentarie e contrastanti e il riservo più totale dei familiari, ciò che ad oggi resta dello Schumi campione sono le gesta in pista, che lo hanno reso probabilmente se non il migliore di tutti, comunque uno dei più grandi della storia di questo sport.

Il “7” nel destino 

Ogni anno, in questo periodo, per quella frazione di popolazione mondiale appassionata di quattro ruote, scende quel velo di malinconia ed incredulità, che forse non passerà mai.

Già, perché da quel 29 dicembre 2013 sono passati ormai 7 anni.  7 anni di notizie frammentarie; 7 anni di “condizioni stabili, ma probabilmente irreversibili”; 7 anni di angoscia; 7 anni di silenzi, troppi.  Nulla a che vedere con i 7 anni, gloriosi e iridati, della sua prima vita.  O forse, l’unica.

7 volte campione del mondo
Un destino assurdo

Che strano il destino però, beffardo.

Passi una vita a bordo di bolidi ai 350/orari, rischiando l’osso del collo ogni giorno, ma vai forte, eccome se vai forte, ne fai il tuo mestiere, la tua ricchezza e la tua fama.  Lasci, anche senza troppo volerlo, solo perché la carta d’identità te lo impone. E allora provi a goderti tutto ciò che hai ricavato da quel perenne brivido, da quel correre incontro al pericolo, e ridergli in faccia. 

E sbam!

Eccolo lì, in agguato, dietro l’angolo, il destino.  Togli uno “zero” al contachilometri, togli le ruote e metti gli sci, ed ecco il buio. Quello brutto, quello più totale. 

Col senno di poi 

Chissà come sarebbe stato, se quel 29 dicembre non fosse esistito sul calendario 2013. Già ti vedo, nella tua seconda vita, da commentatore magari, a dare una pacca sulla spalla al fantasma di Vettel, o ad esaltarti per le manovre di Verstappen e Leclerc, che tanto ricordano le tue.  E chissà cosa avresti pensato del ritorno in campo di Alonso, sulla soglia delle 40 primavere, un po’ come facesti tu, in Mercedes. 

Per non parlare di Mick, cresciuto all’ombra di un mito vivente come il tuo.  Nato a bordo di quattro ruote, partito dai kart proprio come te, oggi Mick Schumacher si appresta al debutto assoluto in F1, come campione in carica di F2. 

Immagino i consigli che avresti saputo dare al tuo ragazzo, eccome se ne avresti avuti!  E chissà se magari, un giorno, potrete festeggiare, insieme, il titolo iridato in F1. Chissà come sarebbe stato, Michael.

Un campione indelebile 

Per ora, l’unica certezza che abbiamo, invece, è che quelle gesta, quelle vittorie, faranno parte, per sempre, della vita che fu. 

I più, me compreso, pensavano che un già 4 volte iridato Sebastian Vettel, avrebbe potuto perlomeno avvicinarsi al mito.  Del resto un tedesco, fortissimo sul bagnato, che approda in Ferrari, non può non farti pensare a Schumi. 

La storia però è stata altra, il solito destino si è accanito su Seb, chiudendo la sua parentesi Rossa con tanti, troppi rimpianti e delusioni.  E la spada di Damocle sulla sua testa ha preso il sopravvento. Quasi come se quel destino, sempre lui, abbia voluto conservare intatto il mito e la leggenda di un campione ormai senza tempo.  Ed il binomio Ferrari-Schumacher incastonato nella storia di questo sport, e nello scrigno dei ricordi di chi, questo sport, ha imparato ad amarlo anche e soprattutto grazie a Michael Schumacher.

#KeepFightingMichael

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