Il Milan è una corazzata


Fino ad un anno fa il Milan era in seria difficoltà. L’attacco era statico e inefficace, in cui i trascinatori dovevano essere Piatek e Suso, ma anche la difesa risultava pietosa, con l’apoteosi nella sconfitta per 5-0 dell’Atalanta del 22 dicembre. Tanti erano i problemi.
Ad oggi la situazione si è capovolta: la difesa è cambiata di un uomo, ma nelle prime 9 giornate ha totalizzato 4 clean sheet ed è certamente tra le tre migliori difese del campionato, terzo per reti subite, dopo Verona e Juventus. L’attacco viaggia in maniera continua, con 21 gol fatti, secondo solo all’Inter con 23.


La sensazione che si ha è che il Milan sia la squadra più intensa del campionato, sia in fase offensiva che in quella difensiva. Un po’ quello che avevamo ammirato con l’Atalanta dell’anno scorso. Il campo sembra piccolo per alcuni giocatori, che sembra possano consumare il terreno e li ritrovi sballottolati in tutte le zone. I vari Calabria, Saelemaekers, Kessiè, Bennacer, Rebic, Theo, Kjaer hanno una forma fisica che li rende capaci di vincere una mole infinita di duelli, difendere bassi, ma anche pressare alti intensamente.


L’unicità del Milan sta nel far coincidere queste doti con la produzione offensiva. Infatti la squadra non è molto creativa, ma ha trovato dei meccanismi precisi su cui si affida costantemente. In questo ambito i singoli stanno facendo la differenza, come Calhanoglu, che pur non avendo segnato, è il giocatore che ha creato più occasioni da gol (34) in campionato e riferimento costante nel palleggio. Importante anche la capacità di Rebic, Theo e Leao di mettere palloni invitanti dalla sinistra, che puntualmente vengono intercettati dall’ariete, Zlatan Ibrahimovic, e Kessiè, sempre attento a buttarsi in area e molto attivo in zona gol. Inoltre, in ogni situazione difficoltosa, il Milan  ha trovato il risolutore in Ibrahimovic, che con la sua personalità si è caricato la squadra sulle spalle. La curiosità, ad oggi, è sapere se riuscirà sempre a gestire queste situazioni e come si comporterà in partite con squadre chiuse nella propria trequarti, come con l’Udinese, dove il Milan è sembrato meno a suo agio.


Il Milan, dopo tanti anni cupi, è oramai una squadra consapevole di sè, sa cosa cerca ed è pronta a sognare in grande. Nell’ultima giornata ha dato una piccola spallata, portandosi a +5, ma è la favorita per lo scudetto?

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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