Guardiola ha stravolto il City

Guardiola City

Siamo sempre stati abituati all’offensivismo delle squadre di Guardiola, composto da partite spumeggianti, ricche di gol. A partire dalla sua esperienza al Barcellona, sino a quella attuale con il Manchester City, il tecnico spagnolo si è reso sempre protagonista di partite spettacolari.

Il cambiamento

Sempre, fino a questo inizio campionato. Si, perché quest’anno la musica sembra esser cambiata, visto l’ulteriore innesto di giovani promesse e la perdita di alcuni senatori di Pep e dello spogliatoio, come David Silva, la squadra si è trovata catapultata in un nuovo ciclo. Un nuoco ciclo, diverso, che ha dato vita ad una squadra lontana dai canoni Citizens.

La sconfitta casalinga con il Leicester (2-5) è stata la chiave del cambiamento della squadra di Guardiola. Una squadra dominante, capace di concludere il match con il 72% di possesso palla (680 passaggi contro i 267 delle Foxes), ma allo stesso tempo anche troppo sbilanciata e inconcludente.

Complice il mancato apporto delle due punte, le fragilità difensive e il gran numero di partite ravvicinate, Guardiola ha invertito la rotta, modificando il suo modo di giocare, senza scindere dai propri ideali, dando però uno stampo più solido alla sua squadra, riuscendo così a conquistare punti attraverso partite solide e ciniche.

Punti conquistati con il solito possesso palla infinto, con lo scopo però di imbeccare una finta punta, in questo caso Ferran Torres, che sembra vagamente interpretare il ruolo ricoperto da Fabregas nel Barcellona di Pep.

L’evoluzione difensivistica

Questo cambiamento è sotto gli occhi di tutti attraverso i numeri, impressionanti per quello a cui ci aveva abituato questa squadra. 21 reti in 14 partite, praticamente una media di 1,5 reti a partita. Media nettamente più bassa rispetto alle altre squadre di vertice, che ballano sul filo dei trenta, ad eccezione dell’incontenibile Liverpool (36). Ma non è questo dato a farci riflettere, quanto quello delle reti subite, appena 12. Miglior difesa della premier, nonchè squadra che ha fatto registrare meno volte almeno tre gol in un match. 7 clean sheet in Premier, 13 in tutte le competizioni.

Sembra di parlare di tutt’altra squadra, invece è proprio quella di Pep. Uno stratega del calcio, capace di stupirci sempre. Un maestro, capace di apprendere, durante la sua carriera da giocatore, tutte le sfaccettature dei diversi modi di giocare delle nazioni in cui ha militato. Un genio, che ci dà l’idea di poter esprimere più di ciò che ci ha mostrato, nonostante non sia affatto poco. Un allenatore premiato ‘migliore del secolo’, oltre che per il suo gioco rivoluzionario, anche per la capacità di gestire al meglio il potenziale dei propri giocatori.

Non sappiamo se con il ritorno delle punte e della miglior forma la situazione potrà ritornare quella a cui siamo abituati, per ora però ammiriamo la capacità di un allenatore di capire e di trasformare il proprio modo di giocare in base alle esigenze, sempre portando punti a casa.

Christian Ciaburri

Dalla nascita esponente della "qualità sopra la quantità". Nato nel 1998, fratello scarso di Nicholas.

Articoli consigliati