Gianluca Di Marzio e riflessioni sul calciomercato

Gianluca Di Marzio giornalista

“Il calciomercato interessa e affascina anche più del calcio giocato: è quella eterna illusione di comprare formule magiche per orientare il destino del pallone” è scritto alla fine del libro di Gianluca Di Marzio “Grand Hotel Calciomercato”.

Un libro che si configura come un viaggio tra aneddoti, quasi come un’enciclopedia dei momenti più importanti del mercato calcistico. Per chiarire, quasi ogni pagina riporta delle narrazioni diverse di calciomercato, alimentando la curiosità di semplici appassionati come noi. Scaramanzie, casi di stato, liti, ma anche strette di mano, trattative mai sbocciate che avrebbero potuto rivoluzionare tutto e storie d’amore nate per caso che ci hanno cambiato la vita.

Non c’è la voglia di osannarsi, i cenni autobiografici sono pochissimi. Una scrittura semplice, alla portata di tutti, che si mette in secondo piano rispetto agli episodi che narra. Un po’ come l’autore, un personaggio che non ha mai ostentato, che ha lavorato con serietà e abnegazione ed è stata la gente poi a distinguerlo.

Gianluca e il calciomercato 

La figura di Gianluca Di Marzio è esemplare, piena di buoni modi e giusti valori.  Di Marzio è nato per il calciomercato, sempre adatto nella comunicazione e gentile, non si scompone mai, perché sa che una sola parola detta male può stravolgere un lavoro per cui ha impiegato tanto impegno.

Solitamente sono due le figure che ci attraggono: i calciatori e i commentatori/ telecronisti sfrenati. I calciatori lavorano sul fisico, i commentatori sulla parola. Gianluca non fa nessuna delle due cose, non fa parte della solita epica calcistica, eppure non è da meno come figura professionale, almeno ai miei occhi. Lui lavora sulle fonti, sulla chiamata e sul messaggio in più, così si é guadagnato la fiducia di tutti.

Con la sua pacatezza è entrato in un mondo di colossi. In punta di piedi, comportandosi come un signore, navigando in un mondo pieno di squali, governato da presidenti megalomani e dirigenti pazzi. Deve dialogare con personaggi molto potenti, con cui anche una piccola bugia può creare problemi molto grandi, casi di stato.

Come accaduto con il passaggio di Baggio alla Juventus dalla Fiorentina, avvenuto soltanto dopo un grandioso incontro tra Berlusconi e Agnelli,una trattativa che scatenò tensioni grandissime a Firenze, un episodio che si avvicina più a un film che a un cambio di maglia di un calciatore.

Proprio nel libro spiega come capiti spesso che lui voglia svelare qualche trattativa ma non lo faccia, perché un dirigente ha intenzione di non far sapere nulla e Gianluca, per lealtà, non rende pubbliche alcune cose, guadagnandosi la fiducia dei protagonisti del mercato e la conseguente esclusiva nelle successive notizie.          Come quando il giornalista ebbe la conferma di un segretissimo incontro a Londra tra la Juve e Tevez, ma non poté svelare tutti i particolari per volere di Paratici, preoccupato che la news potesse compromettere la trattativa.

Il primo a dare credibilità al calciomercato

Di Marzio ha dato tanto al calciomercato, è stato colui che ha intravisto le potenzialità di questo mondo, rendendo il  pazzo calciomercato per la prima volta credibile agli occhi di tutti. E anche dopo anni resta l’unico esperto di mercato credibile.

Per vari motivi sicuramente: sembra aver capito meglio come funziona il calciomercato, non spara frottole pur di dare una notizia, situazione molto frequente in altri; probabilmente per la squadra mercato o per l’azienda che ha dietro. Ma è sicuramente un peccato che non ci sia nessun’altro esperto autorevole in grado di fargli una vera e propria concorrenza.

Il valore del calciomercato

Il calciomercato ha creato un mondo parallelo nel calcio. Dopo le partite, è diventato lo spettacolo più grande che il pallone ci possa offrire. Il più pazzo mercato del mondo, così definito da Gianluca, ci riempie le giornate anche quando non c’è calcio giocato.

Tra giugno e settembre i nostri cuori si riempiono di nuove emozioni. Tra promesse, acquisti, i tifosi si illudono di poter stravincere il campionato, di risolvere tutte le inquietudini e dimenticano tutti i problemi della propria squadra. I tifosi si sentono in diritto di sperare, di gioire per un nuovo acquisto. Ma anche di arrabbiarsi, protestare per una cessione non voluta o un acquisto di basso livello.

Gli acquisti si trasformano da giocatori normali a calciatori perfetti, tutti in grado di fare la differenza e cambiare le sorti della loro prossima squadra. E poi finisce sempre allo stesso modo. Finisce il mercato e giocatori e tifosi  tornano alla precarietà di una volta.

E ci si rende conto che in quei mesi abbiamo vissuto una grande illusione, ma le emozioni sono state tante.

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Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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