Cosa succede al Liverpool?

liverpool

Criticare il Liverpool può sembrare assurdo, visti i risultati a cui ci ha abituato negli ultimi anni, ma in questo periodo è doveroso aprire una piccola parentesi negativa per i Reds. Nelle ultime otto partite di Premier appena due vittorie, sette gol segnati (di cui uno soltanto ad Anfield) e due rovinose sconfitte in casa.

Numeri totalmente assurdi pensando allo spettacolo che ci hanno regalato i ragazzi di Klopp nell’ultimo biennio. Squadra che è passata da macchina da guerra a squadra che non riesce a produrre gioco.

I problemi del Liverpool sono diversi, ma i principali sono certamente la mancanza dei tre difensori centrali e l’infortunio di Diogo Jota.

Perché mancano così tanto?

Al Liverpool manca gioco. Il loro modo di offendere è totalmente diverso da quello degli ultimi mesi. Ma se i tre tenori sono gli stessi, il centrocampo per 2/3 è lo stesso dello scorso anno e gli esterni sono ancora i migliori al mondo, come mai questa squadra soffre così tanto a livello offensivo, nonostante le mancanze siano principalmente difensive?

Il motivo è semplice. Virgil van Dijk non è un semplice difensore, ed il campo, unico strumento capace di certificare i fatti in questo sport, lo dice. Tralasciando la sua solidità difensiva, ciò che Virgil aggiunge ai Reds è ben altro. Ampiezza e gioco sono le caratteristiche che mancano di più al Liverpool, per gran parte date dal 4 olandese. I suoi lanci millimetrici ad innescare gli esterni, il suo giocare alto, anticipare gli avversari per poi mandare i contropiedisti verso l’area avversaria, sono le cose che stanno facendo faticare questo Liverpool, che nonostante l’arretramento di un centrocampista in difesa (Henderson), comunque non riesce a velocizzare la manovra come vorrebbe.

Virgil van Dijk

Insomma, la mancanza del pilastro olandese si sta facendo sentire soprattutto per questo. Il meccanismo perfetto di Klopp sta andando decisamente a rilento. Ma seppure Virgil sia il motivo principale dei problemi dei Reds, non è certamente l’unico.

Diogo Jota

Come in ogni ciclo vincente, ci sono alti e bassi. Anche per i Reds è così e le prime partite di questa stagione lasciavano già intuire qualcosa. L’inizio con il turbo, prendendosi con distacco la vetta, anche per demeriti delle antagoniste, ha un po’ ingannato tutti. I primi infortuni sembravano non aver toccato il Liverpool, che però pian piano è calato, lasciando intravedere la stanchezza di giocatori che per due anni sono stati spremuti al massimo, sia fisicamente che mentalmente. Uno su tutti, Roberto Firmino.

Il brasiliano è quello che ha iniziato peggio del trio delle meraviglie, non riuscendo ad incidere e apparendo chiaramente scarico. Ed è qui che entra in gioco il nuovo gioiellino Reds, Diogo Jota. Cinque reti nelle prime nove presenze in Premier con la nuova maglia, a cui vanno sommate le quattro reti nel girone di Champions League. Il nuovo trascinatore diventa lui, prima subentrando e incidendo, poi prendendosi una maglia da titolare nell’attacco dei Reds. Il Liverpool con lui in campo, nonostante le prime assenze importanti, comunque riesce a portare risultati a casa, anche se a fatica.

Diogo Jota dopo il gol vittoria contro il West Ham

Ma sul più bello, anche in questo caso, il buio più totale. La sorte ha colpito ancora una volta il Liverpool, al portoghese toccano due mesi in infermeria.

Il calo definitivo

Questo duro colpo trasforma le insicurezze del Liverpool in veri e propri problemi. Gli unici a cui aggrapparsi sono Manè e Salah, che però, visto il porco apporto dell’intera squadra, fanno ciò che possono.

Da qui arrivano, con continuità, i primi risultati anomali. La sconfitta con il Southampthon, i pareggi con Fulham, West Brom e Newcastle, nel giro di venti giorni certificano la crisi degli uomini di Klopp.

E’ un Liverpool in crisi totale. Oltre all’eliminazione in FA Cup, ai sedicesimi, per mano del Manchester United, arrivano anche due sconfitte consecutive ad Anfield, con Burnley e Brighton, in entrambi i casi per 0-1.

Da primi per distacco, si ritrovano quarti, a -7 dal Manchester City, che in caso di vittoria nel recupero, potrebbe allungare a 11 punti.

Il vero Liverpool

Risultati che lasciano tutti senza parole, ma che comunque non fanno ricrederci sulla forza di una squadra che ha saputo stregarci negli ultimi tempi. Ovviamente ci auguriamo che questa situazione migliori il prima possibile, anche perché lo spettacolo che ci hanno riservato nei mesi precedenti ha pochi eguali.

Certamente sarà dura, visto che il ritorno di di Van Dijk è ancora lontano, ma qualcosa cambierà. I graduali rientri degli infortunati, l’acquisto del difensore Ozan Kabak (ottimo prospetto turco) e il maggiore apporto di Thiago Alcantara, vero grande acquisto del mercato estivo, sicuramente daranno nuova linfa a tutto l’ambiente.

Una squadra ed un allenatore che stanno incontrando davvero tante insidie, di cui molte dettate dalla sfortuna, ma che comunque ci sapranno stupire, riprendendosi e facendoci tornare a sognare. E chissà che non possano tornare a farlo proprio questa domenica, in una partitina da nulla, ad Anfield, contro il Manchester City dell’acerrimo nemico Pep.

Christian Ciaburri

Dalla nascita esponente della "qualità sopra la quantità". Nato nel 1998, fratello scarso di Nicholas.

Articoli consigliati

1 commento

  1. […] precedente Cosa succede al Liverpool? CalciokimmichPer Il […]

I commenti sono chiusi.