Come ci immaginiamo Mandzukic e Ibrahimovic

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Il calcio, come la vita, ti offre momenti inaspettati. Quante sliding doors, quanti cambiamenti in poco tempo e soprattutto quante contraddizioni. Ogni persona che è stata per un minimo nel mondo del calcio si è sentita dire “con i se e con i ma non si va da nessuno parte”.

Però la passione è fantasia, immaginazione, creazioni di scenari fittizi che speri diventino reali. In fin dei conti anche i dirigenti scrupolosi, i più meccanici allenatori, nelle loro manie e nella loro schematica programmazione, sono schiavi dei propri se.

Gli stessi che richiamano all’ordine sono quelli che fanno continui riferimenti alle assenze o alle mancanze in un ruolo per giustificare una sconfitta, dando vita ad un’illogicità di fondo. Certo, a immaginare una classe dirigente piena di vaghi sognatori non si parlerebbe di professionismo. Non tutti i se e gli esperimenti vanno a buon fine, i momenti nella vita di un atleta bisogna saperli cogliere, ma ogni tanto l’azzardo va tentato e può pagare.

Il Milan degli azzardi

Esempio per antonomasia è il Milan degli ultimi anni, la società degli azzardi. Dalle scelte tecniche alle scelte negli uomini della società, fino ai cambi di proprietà, i limiti alle tentazioni sono stato pochi per i milanisti. Vedi Luiz Adriano, Andrè Silva, Cerci, Destro, Higuain, Caldara o il passaggio della società nelle mani di Yonghong Li e come non dimenticare il “passiamo alle cose formali” di Fassone e Mirabelli.

Tantissimi fallimenti, ma il tempo passa e prima o poi il tasto giusto lo dovrai toccare. Siamo tutti d’accordo che la svolta nel Milan sia giunta dopo l’arrivo di Ibrahimovic, un colpo perfettamente riuscito – mai dubitare di Zlatan – ma che nell’essenza è simile a quelli precedenti. Un azzardo meno azzardato ma che è pur sempre un azzardo.

Perchè, strano a dirsi, ma anche Ibra per un certo periodo è stato un’incognita, soprattutto per la questione forma fisica. È passato un anno, il Milan punta allo scudetto, Boban è uscito dal corpus dirigenziale, ma l’arte dello stupire i rossoneri non l’hanno persa.

Infatti, le ultime notizie di mercato parlano di un colpo in stile Ibra per il Milan, già arrivato alla Madonnina per le visite mediche questa mattina. Ai nomi freddi disponibili sul mercato i rossoneri hanno preferito Mario Mandzukic, dalla personalità glaciale ma abituato a scaldare gli animi. Arriva da svincolato, con un contratto di 6 mesi con opzione di rinnovo in caso di qualificazione Champions.

Un personaggio iconico come il suo futuro compagno d’attacco, con cui stranamente non ha mai litigato e con cui formerà una coppia che resterà impressa nella memoria di tutti, indipendentemente da quali saranno i risultati sportivi. Pur essendo anch’esso uno degli attaccanti più decisivi dell’ultimo decennio, resta comunque un’incognita il suo acquisto.

Cosa può dare al Milan

Marione non gioca ad alti livelli da un anno e mezzo sostanzialmente, da quando Sarri in scelta concordata con la società lo fece fuori dalla Juventus, togliendo un attaccante prezioso alla sua squadra, una figura di cui ora quest’ultimi sono ancora in disperata ricerca. Il croato da quel momento ha totalizzato, con la maglia dell’ Al-Duhail (squadra che sta per cedere Benatia al Parma), 7 presenze e 1 gol nell’anno solare 2020, per poi essere svincolato.

In più Mandzukic il 21 maggio compierà 34 anni e in via di queste ragioni i dubbi sono prettamente fisici.   Insomma, si porta dietro tutte le etichette dei calciatori di una certa età e più o meno le stesse che ha subito Ibra al suo arrivo dell’anno scorso.

Dal punto di vista prettamente tecnico l’attaccante croato può dare il riferimento in area di rigore che è mancato in assenza di Ibrahimovic, che si è notata soprattutto nella partita con la Juventus. Potrà anche essere un’alternativa come esterno offensivo a sinistra, ruolo in cui è diventato l’idolo totale dei tifosi juventini, ma questa sua modalità d’impiego sembra più improbabile, vista la crescita di Leao e la corsa di Rebic, però molto dipenderà dalla sua condizione fisica.  

La personalità

Il suo apporto temperamentale sarà anche importantissimo nei momenti  difficili e decisivi della stagione, dove la giovane età della squadra potrà pagare. Immaginate l’ultimo scontro diretto contro la Juventus con il croato in maglia rossonera, lo scenario è unico: dopo il gol del 2-1 di Chiesa entra Mandzukic al posto di Hauge, il Milan tiene botta e al 93’ segna il gol del pareggio Marione.

Scenario di pura fantasia ma è per immaginare che impatto potrà avere. In fondo trovare un calciatore che abbia fatto 2 gol in altrettante finali di Champions e 1 in finale di Mondiale è estremamente difficile.

Oltre che in queste dinamiche, potrà essere utile anche in una presa di consapevolezza e porterà sicuramente ulteriore personalità e sana competizione nello spogliatoio.

Mandzukic
Mister No Good
Come ci immaginiamo Ibrahimovic e Mandzukic

Anche Ibrahimovic, nella chiacchierata con Ambrosini, ha svelato come si senta la guida di questo gruppo, ma ha mostrato comunque nostalgia dei suoi vecchi compagni del Milan, quelli come Seedorf, Gattuso, Nesta, che lo stuzzicavano e gli davano quella voglia e quella grinta in più, aspetto in cui ora Mandzukic potrà ricoprire un ruolo fondamentale.

Però, come abbiamo già detto in precedenza, con lo svedese formerà una coppia storica indipendentemente dalle prestazioni. Che bello è pensare che in uno spogliatoio ci siano i due cattivoni pronti a stuzzicarsi, a spassarsela, a darsi spallate che farebbero tremare la terra e perché no, anche a litigare, in un’Ibra-Onyewu 2.0.

Due personaggi perfetti per i cultori del “giocatore cattivo” e che non si fanno mai problemi a pubblicarne storie su Instagram. La cattiveria negli occhi, la terra addosso, il sudore sulla maglietta.

Uno silenzioso e poco abituato a far trasparire le emozioni, un guerriero, Mandzukic; l’altro abituato a parlare, ad attirare le attenzioni e comandare, un generale, ma accomunati dal campo: quando si salta lo si fa sempre col gomito largo.

Una coppia d’attacco di questa personalità e peso specifico si è vista poche volte. Anche facendo un grandissimo sforzo di memoria non mi viene il ricordo di nessun’altra coppia calcistica, al massimo l’unico parallelismo possibile, con le dovute differenze, è quello con Goku e Vegeta, però forse sto esagerando.

Con Ibra me lo immagino lottare, urlarsi in faccia dopo un gol, saltare su ogni palla aerea, esultare petto contro petto dopo una vittoria importante, assumere una posa aggressiva per la foto migliore del 2021. E chissà che anche lo svedese, per la prima volta, non si possa sentire in difetto nel rimproverare un compagno.

Il sogno

Una coppia strana, particolarissima, che tutti sognavano e che non vediamo l’ora di goderci, esaltandoci ad ogni loro gesto eroico.

Caro Paolo Maldini, abbiamo un altro sogno in chiusura del cerchio: porta in Serie A anche lo svincolato Diego Costa e sciogli i tre cagnacci, che formerebbero l’attacco più cattivo della storia del calcio.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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