Com’è andata Roma-Inter

Roma Inter

Stiamo volgendo alla fine del girone d’andata. È ancora troppo presto per dare delle conclusioni, ma Roma-Inter poteva farci capire qualcosa. Innanzitutto se l’Inter avesse potuto riprovare la fuga assieme al Milan; la Roma, dal canto suo, poteva dare un segnale di saper competere anche a questi livelli e fare un salto in classifica, oltre che assumere nuove consapevolezze.

Le squadre hanno fornito una partita equilibrata e spettacolare, come storicamente tra di loro succede. Infatti, le 5 sfide precedenti a quest’ultima erano terminate in pareggio. E l’altro ieri, domenica 9 gennaio 2021, le due protagoniste non si sono smentite, pareggiando 2-2.

La partita si è svolta in tre fasi e in ciascuna di essa una squadra ha prevalso nettamente sull’altra.

La prima fase

Nel primo tempo è stata la Roma ad avere il pallino del gioco.  I giallorossi lasciavano girare il pallone ai difensori dell’Inter, non operando un pressing ultra-offensivo.  Ma avere un baricentro più basso non significa essere meno aggressivi, infatti i romanisti hanno recuperato moltissimi palloni nella fascia centrale del campo e sono stati molto bravi a ripartire con i soliti strappi verticali e gli scambi rapidi dei soliti Veretout, Mikhitaryan, Dzeko e Pellegrini.

L’unico gol del primo tempo è nato proprio in queste situazioni di assalto in contropiede rapido, in cui i giocatori romanisti attaccavano come goblin lancieri di Clash Royale: Veretout, in un duello completamente fisico, strappa il pallone a Barella, passandolo successivamente alla punta più tecnica del campionato, Edin Dzeko, che riceve sul lato sinistro, conduce deciso verso l’interno e la scarica con un esterno delicatissimo a Mkitharyan, il quale la appoggia orizzontalmente a Lorenzo Pellegrini. Il pupetto lascia partire il tiro che viene deviato sfortunatamente e mandato all’angolino da Bastoni.

Due prospettive del gol del vantaggio giallorosso

Dal punto di vista del gioco, la Roma è certamente apparsa come la più brillante nel primo tempo, giocando con una disinvoltura che non sembrava potesse avere in match di questo livello.

Nel concreto, però, l’Inter ha effettuato più tiri durante l’arco del primo tempo, calciando 8 volte, il doppio delle conclusioni della squadra di Fonseca. Infatti, laddove il pressing della Roma calava, l’Inter era pronta, dall’alto del suo status, a prendersi le redini della partita.

La seconda fase

Negli ultimi minuti del primo tempo e per i primi 25 del secondo la partita è stata a senso unico.  Con le sue contromosse, Antonio Conte ha realizzato una risalita del pallone molto più fluida e la Roma si è dovuta adattare e soffrire. 

Una volta portati in area, l’Inter li ha schiacciati lì, con un pressing ultra-offensivo. Gli interisti non hanno concesso un tiro nei primi 30 minuti del secondo tempo. La presenza in area di rigore non è mancata, a differenza della Roma del primo tempo, e l’Inter ha ribaltato la partita.

Il gol dell’1-1 è frutto della pressione nerazzurra e si sviluppa da corner. Il calcio d’angolo nasce da un dribbling tentato da Hakimi- la fonte offensiva interista più attiva del secondo tempo – su Spinazzola, che dopo una carambola in cui il marocchino è l’ultimo a toccare finisce sul fondo, ma l’arbitro non vede bene e assegna erroneamente corner. Sul calcio d’angolo Skriniar viene lasciato ingiustamente libero di colpire e di testa insacca in rete.

Fonte: Crisi Inter

La ricerca della corsa di Hakimi sul lato debole avversario è una ricorrenza in casa Inter – testimoni i gol col Bologna – così da sfruttare la sua velocità e la balistica. In questo senso, Conte è stato bravo a inserirlo nel sistema (stranamente adattandosi ad un giocatore), gli ha creato uno spazio su misura in cui è perfetto e in cui riesce a rendere al meglio: nelle ultime 8 partite ha realizzato 5 gol e 1 assist, numeri da urlo per un quasi terzino.

Il secondo gol è testimonianza della rinnovata importanza di Hakimi nel sistema interista.  I nerazzurri creano una sovrannumero di giocatori sul lato sinistro e sono abili a ricercare velocemente sul lato destro il treno marocchino, che imbocca il binario giusto e tira un sinistro non perfetto stilisticamente ma ineluttabile nella traiettoria, con la traversa che accompagna il pallone nell’angolo alto sinistro.

Fonte: Oussama Football Tv
La terza fase

L’Inter dopo il secondo gol ha abbassato il pressing, riuscendo a far riprendere fiducia ai romanisti negli scambi che la rendono unica. I cambi di Conte e un atteggiamento ancora più passivo nel pressing interista hanno reso la Roma quella che era stata l’Inter nella mezz’ora precedente: l’unica squadra in campo.

Al minuto 86, sugli sviluppi di un corner battuto corto, Villar crossa, Mancini sul primo palo colpisce di testa e fa un gran gol, rimettendo la partita in parità.

Fonte: Strive

Una parentesi la merita Gonzalo Villar, un ragazzo arrivato in punta di piedi nella capitale, che si è guadagnato meritatamente un posto da titolare e sta maturando sempre più. Domenica il ragazzo ha fornito una prestazione di grande personalità che ha dato credibilità al suo talento: ha toccato 77 palloni, secondo solo a Veretout nella Roma, che ha gestito con saggezza e qualità, riuscendo nell’89% dei casi in cui ha passato la palla.

Aldilà dei numeri, Villar sembra perfetto per il compagno di mediana, poiché sta riuscendo ad ovviare ai limiti di Veretout-ecco un esempio-nella ricezione del pallone nei pressi della propria area di rigore con la pressione avversaria alle spalle.

Chi ne esce meglio

Ad uscirne rafforzata secondo me è la Roma,  che si è presa nuove consapevolezze, al di là di chi meritava di più o di meno. Perché i lupacchiotti hanno dato prova di una prestazione di cui nessuno si aspettava, specialmente dopo le brutte sconfitte con Atalanta e Napoli. Potrebbe anche essere la partita della svolta per la Roma.

L’Inter, dalla sua parte, ha dato prova per mezz’ora di essere una squadra di livello superiore, ma ha perso punti importanti per attaccarsi pienamente alla vetta. Conte probabilmente sarà deluso dalla sua squadra, che ha dei presupposti unici, ma che ancora non riesce a stare in vetta, lasciando svanire più volte la possibilità di recuperare punti fondamentali. L’Inter avrebbe dovuto giocare il ruolo di ammazzatrice del campionato assieme al Milan, ma ancora non le riesce bene, rivelandosi (per ora) non del tutto matura, così da lasciare spazio per eventuali incursioni.

Nicholas Ciaburri

Liceale, appassionato follemente di calcio, calciatore dilettante. Anno 2002

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