Analisi girone d’andata

Serie A

Il campionato è cambiato, questa stagione 2020/2021 è certamente diversa rispetto alle precedenti. La crescita esponenziale del Milan, il ricambio generazionale della Juventus, la grande maturità dell’Inter, ma anche tante sorprese hanno contribuito a formare una Serie A diversa.

Un campionato nuovo, certamente più avvincente e spettacolare degli ultimi, quasi una continuazione della ripresa post lockdown. Un girone d’andata concluso con un campione d’inverno, il Milan, e un antagonista degna di nota, l’Inter. 2 punti a dividere le due protagoniste di questo girone, davvero pochi per parlare di una favorita.

Due percorsi simili, con partenze differenti. Da una lato una super partenza rossonera, con un Ibrahimovic con più reti che presenze, dall’altra un avvio tentennante, caratterizzato da troppi alti e bassi. Poi le cose sono cambiate. Lo strapotere milanista dei primi mesi è venuto meno, causa mancanza di Ibrahimovic, e la rosa più ampia dei nerazzurri, in un campionato in cui si gioca ogni tre giorni, è venuta fuori, facendo si che l’Inter potesse approfittare dei passi falsi dei cugini, recuperando un sacco di punti.

La terza incomoda

Parlare di corsa a due però sarebbe irrispettoso. A queste due, per formare la triade perfetta, non possiamo non aggiungere la Juventus, regina del calcio italiano dell’ultimo decennio. Nonostante un girone d’andata all’insegna della discontinuità, la distanza con le due milanesi è rispettivamente di 7 e 5 punti, con una partita in meno per i bianconeri, che vincendo il recupero contro il Napoli potrebbero accorciare ulteriormente e ritrovarsi a 4 punti dalla vetta.

Al di là dei risultati non pessimi, la squadra di Pirlo si è mostrata ancora troppo acerba per poter tenere il ritmo delle concorrenti, ovviamente però, soprattutto guardando all’organico, e pensando al fatto che con il tempo i nuovi meccanismi potrebbero funzionare meglio, non possiamo dare per spacciata la squadra che ha ammazzato il campionato negli ultimi nove anni, a maggior ragione se in squadra ha CR7.

La zona Champions

Partendo proprio dal presupposto che quest’anno nulla è scontato, e nessuno ha il posto assicurato, la zona Champions si fa sempre più affascinante. Tutto apertissimo, con cinque squadre in quattro punti. Dalla Roma, terza a 37 punti, alla Lazio, settima a 34, il passo è davvero breve.

Ognuna di queste cinque squadre ha avuto un percorso diverso, ma nessuna di esse ha dato l’impressione di trovarsi li per caso. Roma, Juventus, Atalanta, Napoli e Lazio, in ordine di classifica. Ad eccezione della Juventus, avente un organico più di livello, le altre quattro sembrano essere tutte alla pari, ognuna con i propri pregi ed i propri difetti.

La Roma, avanti trascinata dal talento di Mkhitaryan e Veretout, dietro con qualche problema, tra una difesa ballerina ed un non titolare in porta. L’Atalanta, caratterizzata dal solito gioco offensivo, intenso, forte del proprio record di punti in un girone d’andata, anch’essa però con limiti difensivi da non dimenticare. Il Napoli, una squadra ottima ma davvero poco lineare, capace di perdere in casa con lo Spezia, per poi, dieci giorni dopo, vincere 6-0 con la Fiorentina. Ed infine la Lazio, una squadra a cui vanno fatti soltanto applausi, poiché dopo un inizio complicato è riuscita a risalire in classifica, anche vincendo scontri diretti con Napoli e Roma, pur avendo -a parer mio- una rosa meno ampia rispetto alle concorrenti.

Insomma, tutte squadre che potenzialmente potranno giocarsela fino alla fine, e visti gli innumerevoli scontri diretti, a spuntarla sarà certamente chi riuscirà a sbagliare meno.

La vera sorpresa del campionato

Prendi una squadra che ha chiuso nona lo scorso anno, con una rosa mediocre, toglile metà reparto difensivo titolare, il faro del centrocampo e la mezzala che ha dato il maggior apporto offensivo alla squadra, aggiungi un mercato povero e di basso livello, cosa ne uscirà fuori? Il risultato è il Verona di Juric, squadra che sta nettamente stupendo, seppur indebolita rispetto alla passata stagione.

Attualmente ottavo con trenta punti, a -4 dall’Europa, Juric sta imponendo il proprio gioco senza timore, sovrastando anche le grandi. In questa stagione, contro le prime sette della classe ha totalizzato 4 vittorie, 2 pareggi (a Milano contro il Milan e a Torino), ed una sola sconfitta, in casa con l’Inter.

Per certi versi sembra una mini Atalanta, visto il trascorso Gasperini-Juric, con interpreti certamente diversi, ma con uno stile di gioco molto simile. Un gioco offensivo, ad attaccare gli spazi con gli esterni (rigorosamente a tutta fascia) e legato da due seconde punte di qualità ma allo stesso tempo molto generose, ed infine, come arma migliore, una fase difensiva solida, solidissima, tanto da essere la migliore del campionato insieme alla Juventus (18 reti subite).

Una squadra in cui da leader sta facendo Zaccagni, ma che fa di ogni uomo l’interprete chiave del gioco, in cui anche l’ultimo panchinaro è fondamentale per l’intero gruppo. Un meccanismo perfetto che ci auguriamo possa continuare a funzionare alla grande anche nel girone di ritorno.

Hellas Verona 2020/2021
Le neo promosse

Per le neo promosse, specialmente nel caso di Benevento e Spezia, quasi si fatica a considerarle tali. Due squadre che hanno deciso di affrontare la Serie A con sfacciataggine, uscendo dai soliti parametri delle piccole, scegliendo di giocare piuttosto che di difendersi, e questo sta pagando.

Quaranta punti in due, rispettivamente 22 e 18. Benevento undicesimo, che con una discreta squadra ha saputo vincere sei dei dieci scontri diretti a disposizione, perdendone soltanto due, e permettendosi anche il lusso di fermare, in casa, squadre del blasone di Juventus e Lazio; Spezia invece quindicesimo, che nonostante una rosa di categoria inferiore, ha saputo raccogliere ottimi punti, specialmente aggrappandosi al suo bomber Nzola, autore di 9 reti in 13 gare.

Una piccola parentesi va anche al Crotone, squadra che, proprio come le altre due neo promosse, gioca a calcio, proponendo un gioco offensivo. Purtroppo, come nel caso dello Spezia, anche qui la rosa non è adatta al livello della Serie A, ma nonostante ciò, e nonostante i punti in classifica siano davvero pochi (12), il Crotone ci ha regalato un grande talento. Junior Messias, un giocatore che oltre ai 6 gol e 2 assist di questo inizio campionato, ha mostrato talento da vendere, tanto da attirare le attenzioni di diversi club di Serie A.

I flop

Di flop, anche questa stagione, ce ne sono molti. Parma, Cagliari, Torino, Genoa, Bologna, Fiorentina, tutte squadre che stanno andando molto al di sotto delle proprie potenzialità. Genoa che con il cambio in panchina sembra essersi ripreso; Parma e Torino, anch’esse con un esonero all’attivo, sembrano far intravedere qualche piccolo miglioramento; Bologna, che con il solito problema centravanti, attacca molto e conclude poco, subendo sempre troppi gol.

Ma le squadre che più di tutte stanno stupendo in negativo sono la Fiorentina, che nonostante il ritorno di Prandelli ancora non riesce ad avere gioco, pur avendo una rosa ottima, e il Cagliari, primatista in prestazioni disastrose quest’anno. I sardi, con una rosa di tutto rispetto, hanno raccolto soltanto 14 punti nel girone d’andata, riuscendo a perdere 11 delle 19 partite disputate. I vari Joao Pedro, Pavoletti, Simeone, e neanche l’ultimo arrivato Nainggolan, sono riusciti ad invertire la rotta in questa rovinosa stagione. Nonostante i momenti bui però, la società rossoblù ha comunicato, nel post partita contro il Genoa, di aver rinnovato il contratto del proprio tecnico, per fargli capire l’importanza e la fiducia che ripongono nel nuovo progetto. Un gesto di coraggio e classe, insolito nel calcio attuale.

Di Francesco-Cagliari
Le conclusioni

Non possiamo sapere come andrà a finire, l’unica certezza è che sarà un campionato avvincente, in cui ognuna proverà a dire la sua. Probabilmente sia la zona Champions, che quella salvezza saranno in bilico fino alle ultime giornate.

La chiave di quest’anno, ancor più che nelle ultime annate, saranno gli scontri diretti, davvero numerosi. Soltanto chi, oltre ad un percorso lineare, saprà essere freddo e cinico nei novanta minuti decisivi, potrà avere quel qualcosa in più che farà la differenza. Certamente ciò che ci auguriamo è di poterci divertire, attraverso partite spettacolari, e poter assistere ad un campionato divertente.

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Christian Ciaburri

Dalla nascita esponente della "qualità sopra la quantità". Nato nel 1998, fratello scarso di Nicholas.

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